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Transformers (senza passato non c'e' futuro)

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Transformers (senza passato non c'e' futuro)

Messaggio Da jetfire il Lun Apr 29, 2013 7:04 pm

SENZA PASSATO NON C'E' FUTURO!"

Una frase che potrebbe sembrare una contraddizione, parlando di robot tecnologicamente avanzati, addirittura senzienti, in realtà non è altro che una sottile "provocazione".

Chi infatti oggigiorno non conosce il brand "the transformers" ?

Credo pochissimi, complici anche i live movies di Bay e le recenti serie animate o sviluppate in 3D...

Ma se oggi i Transformers son quelli che sono, lo si deve unicamente alla loro sofferta genesi, avvenuta nel secolo scorso.

Ebbene si, quella linea di giocattoli stilizzata, esteticamente limitata, a volte anche sproporzionata racchiude in sè una magia senza eguali...

Contestualizzando la natura di quei giocattoli dall' alto valore ludico, ecco che quegli "Origami in plastica e metallo" (cit.) hanno segnato piu di una generazione.



Ma come sono nati i Transformers?



Sicuramente da un lampo di genio, e da un' attenta analisi delle potenzialità che potevano offrire dei semplici giocattolini preesistenti.

Infatti, contrariamente a quanto spesso accade nel mondo "Fantasy", non è stata creata una storia, trasposta poi a fumetti e a cartoni animati, e dal successo derivato, creare un merchandaising inerente, giocattoli compresi... qui è accaduta la situazione opposta!

Ma andiamo con ordine....



Tutto ha origine nel lontano 1964, quando la Hassenfeld Brothers (che poi diverrà la più nota HASBRO), produce la linea di giocattoli G.I.Joe. Questi però erano semplicemente dei militari americani, ma senza le caratteristiche definitive che poi tutti noi abbiamo conosciuto.

Nel 1970, la Takara importa in Giappone questa serie di action figure, che però non ottiene i successi sperati, proprio a causa di una cultura poco simile a quella occidentale.

Ecco cosi che la Takara li modifica dapprima in Henshing Cyborg (guerrieri cibernetici) e poi in Microman (soldati spaziali dalle misure piu modeste e compatte, piu adatti oltretutto alle ristrette abitazioni giapponesi.

Questa nuova linea di giocattoli ha un discreto successo, e saranno ora gli americani ad acquisire i diritti dei Microman, che una volta importati in occidente prenderanno il nome di "Micronauts".

Ma non è finita. La Takara introduce una nuova linea di giocattoli, miniaturizzando il piu possibile i Microman cosi da spostar completamente l'attenzione sui veicoli pilotati da loro. Cosi nel 1980 prende vita la serie DIACLONE.

Nel triennio successivo, sino all '83 si svilupperà una vera e propria rivoluzione, dove pian piano i Microman diventeranno un semplice e minuscolo accessorio dei Veicoli meccanici da loro pilotati.

Vedono cosi la luce i CAR ROBOS (fedeli riproduzioni di automobili, trasformabili in robot), i REAL & ROBO ( tra cui si annoverano le versioni diaclone dei tripla trasformazione, trainbots e constructicons), i MICROCHANGE, i CASSETTE MAN e i GUN ROBO (oggetti di uso quotidiano come walkman, macchine fotografiche e persino pistole).

I tempi sono maturi. E' il 1984.

La Hasbro ha l'intuizione di fondere in un unico brand tutte queste varie linee di giocattoli trasformabili e di inglobarne altri, ottenendo i diritti di giocattoli "non Takara" (ad es ToyCo, ToyBox e Bandai).

Nascono i TRANSFORMERS.

Si decide di scartare i vari piloti diaclone e microman, in quanto questi robot saranno senzienti, e per lanciare questa "nuova linea, fatta di vecchi giocattoli", la Marvel produrrà dei fumetti e lo studio OX giapponese si occuperà , su sceneggiature americane, di creare una serie animata destinata sia al pubblico occidentale che orientale.

Quest' ultima otterrà un successo incredibile grazie anche e sopratutto a Floro Dery, un talentuoso illustratore filippino che, come character designer reinterpretò le fisionomie dei vari robot, dotandoli di volti piu antropomorfi e di teste, laddove ne fossero sprovvisti (vedi ad es. Ironhide a Ratchet).

Nota particolare per l'autobot JETFIRE: poichè il giocattolo altro non era che un Valkyrie di Macross comprato dalla Bandai, ed in Giappone la serie di Macross era già famosa, sarebbe stato impossibile sia in termini di diritti, che in termini di "vendibilità" trasporre in animazione una copia di un robot già conosciuto amato e venduto.

Ecco cosi che la fisionomia del personaggio anime subirà evidenti cambiamenti (testa differente, aspetto piu futuristico della modalità jet e non ultimo il nome: nel cartone animato il personaggio non sarà chiamato Jetfire, ma SKYFIRE).

I transformers continuano ad avere un successo grandioso ed ecco che a livello di animazione si decide di produrre un Movie il quale introdurrà nuovi personaggi e quindi nuovi giocattoli.

Stessa cosa avviene per le stagioni successive, che introdurranno nuovi robot componibili (predacons, technobots, terrorcons), headmasters (il pilota del veicolo diverrà testa del robot) e targetmasters (il partner del veicolo si trasformerà nell'arma del robot).

Si giunge cosi al 1987, anno in cui la saga dei transformers in USA continuerà solo tramite fumetti, mentre il Giappone acquisirà pieno monopolio di questi personaggi. Verranno dunque prodotte serie animate e relative linee di giocattoli interamente giapponesi (anche se i toys sebbene con lievi modifiche nelle forme, nel colore e nei nomi verranno ugualmente diffusi in occidente).

La serie jap animata che fungerà da "apripista" di questo nuovo filone sarà "The Headmasters", serie che ideologicamente sostituisce l'ultima stagione americana (Rebirth) approfondendo le storie e le caratteristiche dei transformers piu moderni.

Seguiranno poi altre serie non in diretta continuity (anche se, tentativi di collegamento con le mitiche prime stagioni ve ne saranno, a costo di risultare anche pesanti forzature) come Masterforce, Victory e Zone.

Un trentennio di storia dunque che ci porta sino agli anni 90, anni in cui termina quella che poi verrà definita dai fans "GENERATION ONE" ( G1 ) intesa sia nella sua continuity logica (1987), sia nella sua continuity forzata però dai giapponesi (1991). (Autore: Kiramatrix)

Assieme a He-Man, MASK e molti altri, è il cartone animato americano che ha fatto storia negli anni '80 (come dite? Dovrebbe essere un anime? Ma qua si sono messi in mezzo pure gli americani: asd: ) .
La storia vede gli Autobots (o Autorobot, come volete voi) scontrarsi contro i Decepticon (o Distructor) sulla Terra, impedendo loro a tutti i costi di rubare le varie fonti di energia e convertirle in Energon.
Gli episodi, nella prima serie tutti legati tra loro e nella seconda quasi tutti autoconclusivi, per quanto presentino molte ingenuità, riescono ad intrattenere grazie anche a qualche spunto interessante, come la caratterizzazione di alcuni personaggi di entrambe le fazioni (un plauso va a Starscream, che tenta quasi sempre di ribellarsi agli ordini di Megatron, tiranno accecato dalla malvagità... Sempre tra i cattivi, anche Soundwave è quello più particolare, con la sua voce monotona e ''robotica'' che lo rende un -Con incapace provare vere emozioni e di obbedire a nessun altro se non allo stesso Megatron) .

Tecnicamente gli anni si fanno veramente sentire, i primi episodi almeno riescono ad essere disegnati almeno decentemente, ma dalla seconda serie in poi (ad eccezione del Movie), si va su animazioni scadenti, schemi cromatici dei robot sbagliati (quante volte vi sarà capitato di vedere... Due Starscream??), doppiaggi errati su alcuni di loro (mitico il doppiaggio inglese dell'epoca, pessimo quello italiano) .

Voto 9 perchè questa serie ha comunque segnato l'infanzia di molti di noi; __; ... Per chi ha visto i tre Live action e volesse approfondire, consiglio la visione di tutta la G1 e del suo degno erede Beast Wars.
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Re: Transformers (senza passato non c'e' futuro)

Messaggio Da biri il Lun Apr 29, 2013 9:59 pm

Bellissimo post, mi sembra di essere tornato bambino hug
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